Lettera al nostro Sindaco

L’APPROCCIO CON L’AMMINISTRAZIONE

Fosse convinzione solo del nostro Direttivo, avendola già esternata in altre sedi ed in più occasioni, non avremmo oggi parlato della proposta di limitare l’ integrale demolizione della “ RAMPA DEL NESPOLI”.

Visto che è stata la nostra stessa Assemblea di qualche giorno fa, a richiedercelo a seguito del conosciuto intervento di demolizione della rampa del Nespoli appena appaltata, vogliamo fare alcune considerazioni al riguardo.

E’ per questo motivo che ci permettiamo di portare alla Sua cortese attenzione, Sig.Sindaco, le risultanze dei nostri approfondimenti.

Ribadito che la soluzione del problema idrogeologico di Olbia , a tutti nota, è preminente rispetto a qualsiasi altra problematica, i ragionamenti che andremo a sviluppare sono molto semplici e riteniamo opportuni.

LA PROPOSTA

Se si demolisse subito il pilone in mezzo al Seligheddu, eliminando due delle travate della rampa che poggiano su quel pilone ( complessivamente 46 mt. ), impediremmo, in caso di altre calamità atmosferiche, nuove ostruzioni in quel punto.

Motivo per cui, se di tappo dobbiamo parlare, sarà bene riferire che lo stesso non sarebbe più costituito dal pilone del Seligheddu, quindi della rampa, ma dall’ex Ponte di Ferro, che ha una luce di appena 23 mt.

Il problema sta nell’opportunità di privarsi, o no, da subito (per sempre?) del collegamento viario fra la Via Vittorio Veneto e lo spiazzo antistante il Nespoli, che tutti sappiamo molto utile.

UTILITA’ DELLA RAMPA DEL NESPOLI

E’ convinzione del Comitato che quella soluzione viaria, per tanti motivi, in sede di approvazione dell’Aggiornamento del nuovo PAI e del PUC, potrebbe e verrebbe mantenuta (salva accertata incongruenza idrogeologica).

Motivo per cui, se dall’aggiornamento definitivo, approvato, del PAI, dovesse scaturire l’esigenza di far ancora scorrere tutta l’acqua in quella sede, allargando l’alveo, ne prenderemo atto.

Se la metà dell’acqua di quel rio Seligheddu, come da molti auspicato, dovesse però venir deviata verso il Padrongianus, saranno altri a prendere atto di questa novità.

I RIMPIANTI

Nel primo caso, a posteriori, la gente capirà l’errore, per aver avuta troppa fretta a demolire e rimpiangerà di essersi privati dell’intera rampa, di aver demolito e ricostruito il Ponte di Ferro e tutti i ponti e attraversamenti oggi ritenuti irregolari.

Potrebbero non essere irregolari nel caso venisse stabilito di far entrare ad Olbia solamente l’acqua smaltibile dai canali,  possibile con l’ipotizzato canale scolmatore esterno, da realizzare a contorno dell’abitato.

I NUOVI “BOMBARDAMENTI”

Al riguardo del “ bombardamento “ a cui verrebbe sottoposta Olbia nel caso dell’allargamento canali e di tutte le demolizioni e ricostruzioni previste, a nessuno sfugge il caos creato in città in questi giorni per l’esecuzione di alcuni sondaggi nei pressi della rotatoria di Via Vittorio Veneto, in previsione della demolizione e sostituzione del vecchio ponte.

Cosa succederà quando inizieranno i lavori di demolizione e ricostruzione di quello stesso  ponte e quando verrà demolita, ristretta e ricostruita la rotatoria di Via Roma – Via Redipuglia?

Oppure quando verranno demoliti e ricostruiti i ponti ritenuti inadeguati : Ponte di Ferro, i sei Ponti che fiancheggiano su due lati il Centro Martini, gli altri ponti ferroviari e i tanti attraversamenti sparsi qua e la per la città?.

Solitamente le opere pubbliche si fanno,…per migliorare!

LE INCERTEZZE SUL FUTURO

Abbiamo idea che questa volta si voglia fare il contrario: peggiorare gli assetti viari, complicare la vita alla gente, appesantirla con costi sociali più che evidenti.

Tutto questo, probabilmente, senza riservare alle generazioni future, neppure la  certezza della sicurezza idraulica!

Nonostante i costi, infatti, col progetto a suo tempo approvato dal Comune, si allungheranno a dismisura i tempi di realizzazione, anche a causa dei sicuri contenziosi con i proprietari delle aree, cortili, giardini da espropriare, (700 le ditte catastali individuate, già pubblicate sui quotidiani ),mentre il riscaldamento della crosta terrestre, l’innalzamento del mare, le mutazioni climatiche e …. lo scirocco, fuori “ misura “, potrebbero far “ saltare “ i calcoli ( a tavolino ) degli scienziati !

Scusate, ma se è possibile con la soluzione dello scolmatore esterno, evitare questi rischi, risparmiando chissà quanti milioni di Euro, perche non si cambia? Perché non aspettiamo di sapere quanto, pagati, ci  diranno i nuovi incaricati ?

LA PROPOSTA DEL COMITATO

Cosa proponga, circa la rampa del Nespoli, il nostro Comitato di Quartiere Bandinu-Maria Rocca, lo sanno ormai in tanti: eliminato il pilone centrale e le due campate in corrispondenza del Seligheddu, a fianco del Campo Bruno Nespoli, ci metteremmo al riparo dalle sue attuali insufficienze , mentre resterebbe precaria la situazione al Ponte di Ferro.

Ci è di conforto, in tutto questo, la filosofia generale di intervento dell’attuale Amministrazione Comunale, che coincide con la nostra idea circa l’esigenza di mantenere fuori da Olbia l’acqua di piena eccedente; soluzione di fatto sposata dall’elettorato in occasione delle ultime elezioni amministrative.

LE PREOCCUPAZIONI DEI CITTADINI

Allorché la “piazza” , giustamente preoccupata “pressa” per vedere i lavori avviati, è normale che se ne tenga conto, e la demolizione anche del solo tratto di strada che attraversa il Rio, andrebbe in questa direzione, come pur nella stessa direzione andrebbe l’assidua e meticolosa manutenzione dei canali.

Nello specifico chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione di modificare, in corso d’opera, il progetto di demolizione integrale della rampa del Nespoli, limitandola, nell’immediato, all’eliminazione del pilone e delle due travate centrali sul Rio Seligheddu.

A nostro parere l’Amministrazione, in coerenza, dovrebbe  fare oggi una generale riflessione circa le opere incongrue. Ci proviamo anche noi!

LE OPERE INCONGRUE

Cosa vuol dire opere incongrue? Incongrue rispetto al Piano Mancini, o rispetto al Piano che dovesse prevedere parte dell’acqua “fuori da Olbia”?

I ponti ferroviari, la rampa del Nespoli, le dimensioni degli attuali canali , tutti i ponti e attraversamenti stradali presenti in elenco “Mancini”, sono incongrue in senso lato? Oppure lo sono solo rispetto a quel Piano?

Poiché rispetto al progetto alternativo ( fuori da Olbia l’acqua che può far “ danno “ ), molte di quelle opere non sono incongrue, perché si vogliono buttare via tanti soldi? Per darne poi conto agli Enti di Controllo ?

Restano comunque incongrui, quindi da attuare urgentemente, tutti gli interventi che d  i fatto  limitano le superfici di deflusso, calcolate negli anni 20” dagli specialisti incaricati dal Ministero dei Lavori Pubblici Statali, attraverso il Genio Civile : i tanti cavidotti e le tubazioni aeree, gli stessi arbusti e gli alberi sparsi dentro  e fuori città, lo sono gli interramenti lungo i rii e nelle anse dove sfociano; ma anche il sottopasso di Via Amba Alagi, realizzato negli anni 70 per alleviare i problemi viari della città e che oggi non è idrologicamente giustificato, dopo la avvenuta realizzazione del cavalca ferrovia di Via Fratelli d’Italia.

A ben osservare la scelta “generalizzata ” di eliminare le opere oggi ritenute incongrue, equivale a “fasciarsi la testa prima di rompersela”

IL PRIMO IMPEGNO: ACCELERARE L’APPROVAZIONE DEFINITIVA DEL PAI

Non sarebbe meglio “velocizzare” la redazione e l’approvazione del piano alternativo, cosi come lei Signor Sindaco, ha previsto con il bando che riteniamo sia in dirittura d’arrivo?

Noi del Comitato Quartiere Bandinu-Maria Rocca ne siamo convintissimi. Ci spaventano i tempi lunghi e i pericoli derivanti dalla scelta della soluzione con vasche di laminazione dentro o nelle vicinanze della Città, l’allargamento, per noi assolutamente irrazionale dei canali, perché ci farebbero andare incontro ad altri  “bombardamenti”!

LE DEMOLIZIONI  PER NECESSITA’

Tutto evitabile, perché Lei Signor Sindaco, ipotizzando possa essere costretto a demolizioni di necessità, ha sin da oggi il tempo e la facoltà di organizzarsi per “demolire” ed  eliminare i pericoli; sicuramente con più tempestività e accortezza di quanto non successe a Isticadeddu, allorchè invece di allungare il ponte su due lati, nelle parti dove l’acqua aveva “ sfondato“, quelle parti furono addirittura rinforzate!

Comitato di Quartiere Bandinu-Maria Rocca

Il Presidente   (Andrea Mura)